“Rigoletto”
by Giuseppe Verdi libretto (Italian ⇄ German)
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Il Duca di Mantova, Tenore Rigoletto, buffone di Corte, Baritono Gilda, figlia di Rigoletto, Soprano Sparafucile, bravo, basso Maddalena, sua sorella, contralto Giovanna, custode di Gilda,mezzosoprano Il Conte di Monterone, baritono Marullo, cavaliere, baritono Matteo Borsa, cortigiano, tenore Il Conte di Ceprano, basso La Contessa, sua sposa, Mezzosoprano Usciere di Corte, Basso Paggio della Duchessa, Mezzosoprano Cavalieri, Dame, Paggi, Alabardieri. Preludio |
Herzog von Mantua (Tenor) Rigoletto, sein Hofnarr (Bariton) Gilda, dessen Tochter (Sopran) Giovanna, Gildas Gesellschafterin (Alt) Graf von Monterone (Bass) Graf Ceprano (Bariton) Gräfin Ceprano (Sopran) Marullo, ein Kavalier (Bariton) Borsa, ein Höfling (Tenor) Sparafucile, ein Mörder (Bass) Maddalena, dessen Schwester (Mezzosopran) Höflinge (Herrenchor) |
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Scena prima Mantova. Sala magnifica nel palazzo ducale (Porte nel fondo mettono ad altre sale, pure splendidamente illuminate; folla di cavalieri e dame in gran costume nel fondo delle sale; paggi che vanno e vengono. La festa è nel suo pieno. Musica interna da lontano. Il Duca e Borsa vengono da una porta del fondo.) DUCA Della mia bella incognita borghese toccare il fin dell’avventura voglio. BORSA Di quella giovin che vedete al tempio? DUCA Da tre mesi ogni festa. BORSA La sua dimora? DUCA In un remoto calle; misterioso un uom v’entra ogni notte. |
Erste Szene Mantua. Ein prächtiger Säulensaal im herzoglichen palast (Hellstrahlende Festbeleuchtung. Eine glänzende Festversammlung: Herren und Damen, Pagen und Diener kommen, gehen und servieren im Saale hinten. Ballorchester unsichtbar hinten. Der Herzog von Mantua und sein Höfling Borsa kommen nach einiger Zeit in Festkleidung rechts aus dem Hintergrund.) HERZOG Zum Schluß bring’ ich das Abenteuer Mit jener spröden, unbekannten Schönen! BORSA Die in der Kirche öfter Sie gesehen? HERZOG Jeden Festtag seit drei Monden. BORSA Und ihre Wohnung? HERZOG In einem düstern Winkel. Jede Nacht besucht ein Mann die Schöne. |
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BORSA E sa colei chi sia l’amante suo? DUCA Lo ignora. (Un gruppo di dame e cavalieri attraversano la sala.) BORSA Quante beltà! Mirate. DUCA Le vince tutte di Cepran la sposa. BORSA Non v’oda il Conte, o Duca! DUCA A me che importa? BORSA Dirlo ad altra ei potria. DUCA Né sventura per me certo saria. Questa o quella per me pari sono a quant’altre d’intorno mi vedo; del mio core l’impero non cedo meglio ad una che ad altra beltà. La costoro avvenenza è qual dono di che il fato ne infiora la vita; s’oggi questa mi torna gradita forse un’altra doman lo sarà. La costanza, tiranna del core, detestiamo qual morbo crudele. |
BORSA Und kennt das Mädchen Ihren Stand und Namen? HERZOG O nein! (Eine Gruppe von Damen und Herren geht durch den Saal.) BORSA Ha, welche Reize! O sehen Sie. HERZOG Alle verdunkelt Cepranos junge Gattin. BORSA Der Graf darf das nicht hören. HERZOG Mag er es wissen. BORSA Einer Andern könnt’ er’s sagen. HERZOG Dieses Unglück wäre für mich leicht zu ertragen. Freundlich blick ich auf diese und jene, Die wie Sterne mich leuchtend umschweben, Doch mich fesseln soll nie eine Schöne, Denn ich glühe für keine allein. Die Natur will uns alle beglücken, Nur der Wechsel verschönert das Leben! Mag die Eine mich heute entzücken, Morgen wird mich die Andre erfreuen. Treue hält uns in lästigen Banden, Nimmer will ich dies Schicksal erfahren, |
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Sol chi vuole si serbi fedele; non v’è amor se non v’è libertà. De’ mariti il geloso furore, degli amanti le smanie derido; anco d’Argo i cent’occhi disfido se mi punge una qualche beltà. (Entra il Conte di Ceprano che segue da lungi la sua sposa servita da altro cavaliere; dame e signori che entrano da varie parti.) DUCA (alla signora di Ceprano movendo ad incontrarla con molta galanteria) Partite? Crudele! CONTESSA DI CEPRANO Seguire lo sposo m’è forza a Ceprano. DUCA Ma dee luminoso in corte tal astro qual sole brillare. Per voi qui ciascuno dovrà palpitare. Per voi già possente la fiamma d’amore inebria, conquide, distrugge il mio core. CONTESSA Calmatevi! DUCA La fiamma d’amore inebria, ecc. CONTESSA Calmatevi! (Il Duca le dà il braccio ed esce con lei. Entra Rigoletto che s’incontra nel signor di Ceprano, poi cortigiani.) |
Mag ein Tor sie für eine bewahren! Nur in Freiheit kann Liebe gedeihen. Niemals hemmt mich das Auge der Gatten, Ihrer Eifersucht kann ich nur lachen. Mag ein Argus ihr Kleinod bewahren! Ja, der Sieg bleibt am Ende doch mein. (Graf Ceprano wacht sorgfältig über seine Gattin, die von einem anderen Herrn begleitet wird; Damen und Herren gesellen sich nach und nach zur Gruppe.) HERZOG (tritt ihnen entgegen, begrüßt das gräfliche Paar und führt die Gräfin in den Vordergrund.) Sie fliehen mich. Wie grausam! GRÄFIN Ceprano zu folgen, geziemet der Gattin. HERZOG In strahlendem Schimmer Am Hofe zu glänzen, geziemet der Sonne, Und zu verbreiten Entzücken und Wonne. Sie sehen vor Liebe mich glühen, Und können nicht länger ihr Herz mir entziehen. GRÄFIN O schweigen Sie! HERZOG Liebe mich glühen, usw. GRÄFIN O schweigen Sie! (Er reicht ihr den Arm und entfernt sich mit ihr. Rigoletto eintretend, vertritt Ceprano den Weg.) |
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RIGOLETTO In testa che avete, Signor di Ceprano? (Ceprano fa un gesto d’impazienza e segue il Duca. Rigoletto dice ai cortigiani:) Ei sbuffa, vedete? BORSA, CORO Che festa! RIGOLETTO Oh sì... BORSA, CORO Il Duca qui pur si diverte! RIGOLETTO Così non è sempre? che nuove scoperte! Il giuoco ed il vino, le feste, la danza, battaglie, conviti, ben tutto gli sta. Or della Contessa l’assedio egli avanza, e intanto il marito fremendo ne va. (Esce. Entra Marullo premuroso.) MARULLO Gran nuova! Gran nuova! CORO Che avvenne? parlate! MARULLO Stupir ne dovrete! CORO, BORSA Narrate, narrate. |
RIGOLETTO Was spukt dir im Kopfe, Herr Graf von Ceprano? (Ceprano folgt mit einer aufschäumenden Bewegung dem Herzog. Zu den Hofherren:) O, seht doch, wie er schnaubet! BORSA, CHOR Welch’ ein Fest! RIGOLETTO Nun Ja! BORSA, CHOR Den Herzog erfreuen solche Gelage. RIGOLETTO Das merkst du erst heute? So geht’s alle Tage, Er findet Vergnügen an Festen und Tänzen, An Wein und an Spiel, Oft sucht er Erholung in zärtlichen Siegen, Heut’ nahm er sich die Gräfin zum Ziel! (Er geht. Marullo eilig auftretend.) MARULLO Was Neues! Was Neues! CHOR Was ist es? Erzähle! MARULLO Ihr werdet erstaunen! CHOR, BORSA O rede doch endlich! |
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MARULLO Ah! ah! Rigoletto... CORO, BORSA Ebben? MARULLO Caso enorme! CORO, BORSA Perduto ha la gobba? non è più difforme? MARULLO Più strana è la cosa! Il pazzo possiede... CORO, BORSA Infine? MARULLO Un’amante. CORO, BORSA Un’amante! Chi il crede? MARULLO Il gobbo in Cupido or s’è trasformato. CORO, BORSA Quel mostro? Cupido!...Cupido beato! (Ritorna il Duca seguito da Rigoletto, poi da Ceprano.) DUCA (a Rigoletto) Ah, più di Ceprano importuno non v’è! La cara sua sposa è un angiol per me! |
MARULLO Ha, ha! Rigoletto! CHOR, BORSA So sprich! MARULLO Ihr mög’t raten!. CHOR, BORSA Verlor er den Höcker? Ward er zum Adonis? MARULLO O nichts von dem allen! Der Narr Rigoletto... CHOR, BORSA Nur weiter. MARULLO Hat ein Liebchen! CHOR Wie! Ein Liebchen! Ist’s möglich? MARULLO Der Bucklige ist zum Cupido geworden. CHOR Der Krüppel Cupido? O süßer Cupido! (Der Herzog, gefolgt von Rigoletto, dann von Ceprano, tritt ein.) HERZOG (zu Rigoletto) Wie lästig. Ceprano ist immer um sie! Ein Weib gleich der Gräfin sah ich noch nie. |
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RIGOLETTO Rapitela. DUCA È detto; ma il farlo? RIGOLETTO Stasera. DUCA Non pensi tu al Conte? RIGOLETTO Non c’è la prigione? DUCA Ah, no. RIGOLETTO Ebben, s’esilia. DUCA Nemmeno, buffone. RIGOLETTO (indicando di farla tagliare) Allora la testa... CEPRANO (fra sé) Quell’anima nera! DUCA (battendo colla mano una spalla al Conte) Che di’, questa testa? |
RIGOLETTO Entführe sie! HERZOG Wie wäre das möglich? RIGOLETTO Heut’ abend. HERZOG Bewacht von dem Grafen? RIGOLETTO Den setzt man gefangen. HERZOG Nein, nein! RIGOLETTO Nun, dann verbann’ ihn! HERZOG Das darf nicht geschehen! RIGOLETTO (mit einer Gebärde des Kopfabschlagens) Wohlan! Dann gilt’s seinem Kopfe! CEPRANO (beiseite) Der schändliche Bube! HERZOG (klopft dem Grafen auf die Schulter) Der Kopf sollte fallen? |
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RIGOLETTO È ben naturale. Che fare di tal testa?...A cosa ella vale? CEPRANO (infuriato, brandendo la spada) Marrano! DUCA (a Ceprano) Fermate! RIGOLETTO Da rider mi fa. MARULLO, CORO (tra loro) In furia è montato! DUCA (a Rigoletto) Buffone, vien qua. BORSA, MARULLO, CORO In furia è montato! DUCA Ah, sempre tu spingi lo scherzo all’estremo. Quell’ira che sfidi colpirti potrà. CEPRANO (ai cortigiani a parte) Vendetta del pazzo! RIGOLETTO Che coglier mi puote? Di loro non temo; del Duca un protetto nessun toccherà. |
RIGOLETTO Er ist wie ein anderer, sieh! Warum ihn verschonen? CEPRANO (wütend die Hand am Degen) Ha, Schurke! HERZOG (zu Ceprano) O, laß ihn! RIGOLETTO Ich fürcht’ ihn nicht sehr! MARULLO, CHOR (zueinander) Der Zorn übermannt ihn! HERZOG (zu Rigoletto) He! Narr! Komm hierher! BORSA, MARULLO, CHOR Der Zorn übermannt ihn! HERZOG Zu weit treibst du immer den Scherz! Einmal wird es dir übel ergehen! CEPRANO (zu den Hofherren) Wir werden uns rächen!... RIGOLETTO Was soll es mir schaden! Was kann einem Liebling des Fürsten geschehen? |
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CEPRANO Contr’esso un rancore di noi chi non ha? Vendetta! BORSA, MARULLO, CORO (a Ceprano) Ma come? CEPRANO In armi chi ha core doman sia da me. BORSA, MARULLO, CORO Sì. CEPRANO A notte. BORSA, MARULLO, CORO Sarà. RIGOLETTO Che coglier mi puote? ecc. DUCA Ah, sempre tu spingi lo scherzo, ecc. BORSA, CEPRANO, MARULLO, CORO Vendetta del pazzo! Contr’esso un rancore pei tristi suoi modi di noi chi non ha? Sì, vendetta! ecc. Sì, vendetta! |
CEPRANO Er wagt sich an Jeden, Nicht einer ist frei! Rache! BORSA, MARULLO, CHOR (zu Ceprano) Doch wie denn? CEPRANO Kommt alle morgen zu mir, Mit Waffen versehen. BORSA, MARULLO, CHOR Ja! CEPRANO Bei Nacht. BORSA, MARULLO, CHOR Es sei! RIGOLETTO Was soll es mir schaden! usw. HERZOG Zu weit treibst du immer den Scherz! usw. BORSA, CEPRANO, MARULLO, CHOR Wir werden uns rächen! Wer von uns hegt Keinen Groll gegen ihn Und seine grausamen Späße? Ja, Rache! usw. Ja, Rache! |
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DUCA, RIGOLETTO Tutto è gioia, tutto è festa! (La folla de’ danzatori invade la scena.) TUTTI Tutto è gioia, tutto è festa! Tutto invitaci a goder! Oh, guardate, non par questa or la reggia del piacer? (Entra il Conte di Monterone.) MONTERONE Ch’io gli parli. DUCA No. MONTERONE (avanzando) Io voglio. BORSA, RIGOLETTO, MARULLO, CEPRANO, CORO Monterone! MONTERONE (fissando il Duca, con nobile orgoglio) Sì, Monteron. La voce mia qual tuono vi scuoterà dovunque... RIGOLETTO (al Duca, contraffacendo la voce di Monterone) Ch’io gli parli. (Si avanza con ridicola gravità.) Voi congiuraste contro noi, signore, e noi, clementi invero, perdonammo. |
HERZOG, RIGOLETTO Diese Tänze, diese Klänge! (Eine Gruppe von Tänzern belebt die Szenerie.) ALLE Diese Tänze, diese Klänge, Diese Tänze laden uns zur Freude ein, So entzückend, so berauschend Kann’s im Paradies nicht sein! (Graf Monterone tritt ein.) MONTERONE Ich muß ihn sprechen! HERZOG Nein. MONTERONE (vortretend) Ich will es! BORSA, RIGOLETTO, MARULLO, CEPRANO, CHOR Monterone! MONTERONE (den Herzog mit edlem Stolze anblickend) Ja! Monterone! Gleich dem Donner aus den Wolken! RIGOLETTO (aufstehend, zum Herzog, Monterones Stimme nachahmend) Ich will ihn sprechen! (mit komischer Ernsthaftigkeit und geziertem Wesen) Als ein Verschwörer wurdest du gerichtet! Doch unsre Gnade hat den Spruch vernichtet, |
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Qual vi piglia or delirio a tutte l’ore di vostra figlia a reclamar l’onore? MONTERONE (guardando Rigoletto con ira sprezzante) Novello insulto! (al Duca) Ah sì, a turbare sarò vostr’orgie; verrò a gridare fino a che vegga restarsi inulto di mia famiglia l’atroce insulto; e se al carnefice pur mi darete, spettro terribile mi rivedrete, portante in mano il teschio mio, vendetta chiedere al mondo e a Dio. DUCA Non più, arrestatelo. RIGOLETTO È matto. CORO Quai detti! MONTERONE (al Duca e Rigoletto) Oh, siate entrambi voi maledetti! BORSA, MARULLO, CEPRANO, CORO Ah! MONTERONE Slanciare il cane a leon morente è vile, o Duca. |
Und nun kommst du und forderst jammernd Deiner Tochter Ehre? MONTERONE (verächtlich Rigoletto anblickend) Ein neuer Schimpf! (zum Herzog) Ja, täglich komm’ ich – Ihr sollt mich hören! Stets soll mein Ruf Eure Orgien stören, bis für den Frevel, Den du begangen, gerechte Strafe dich ereilt. Und willst du mich dem Henker übergeben, Wirst du mich sehen, ein fürchterlicher Geist; Werd’ ich um Rache zu Gott Mich flehend wenden! HERZOG Genug! Ergreifet ihn! RIGOLETTO Der Tor! CHOR O Frevel! MONTERONE (zum Herzog und Rigoletto) So mögt Ihr beide verflucht sein. BORSA, MARULLO, CEPRANO, CHOR Ah! MONTERONE Du hetzest den Hund auf den sterbenden Löwen! Ha, welche Feigheit! |
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(a Rigoletto) E tu, serpente, tu che d’un padre ridi al dolore, sii maledetto! RIGOLETTO (da sé, colpito) Che sento! orrore! TUTTI (meno Rigoletto) (a Monterone) O tu che la festa audace hai turbato da un genio d’inferno qui fosti guidato; è vano ogni detto, di qua t’allontana, va, trema, o vegliardo, dell’ira sovrana, ecc. RIGOLETTO Orrore! Che orrore! ecc. MONTERONE Sii maledetto! E tu serpente! ecc. TUTTI (meno Rigoletto) Tu l’hai provocata, più speme von v’è, un’ora fatale fu questa per te. (Monterone parte fra due alabardieri; tutti gli altri seguono il Duca in altra stanza.) |
(zu Rigoletto) Und du, o Schlange! Höhnest den Schmerz des weinenden Vaters! Sei denn verfluchet! RIGOLETTO (für sich, angstvoll) Was hör ich? O Grauen! ALLE (außer Rigoletto) (zu Monterone) O du, der Angst hier verbreitet, Ein Dämon hat dich zu dem Feste geleitet. So wenig nur gilt dir dein trauriges Leben! Du magst vor dem Zorne, usw. RIGOLETTO Grauen! O Grauen! MONTERONE Sei denn verflucht! Und du, o Schlange! usw. ALLE (außer Rigoletto) Des Herrschers erbeben. O hoffe nichts mehr, Der Arm des Gesetzes, er treffe dich schwer. (Die Wachen führen Monterone fort; alle folgen dem Herzog.) |
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Scena 2 L’estremità d’una via cieca (A sinistra, una casa di discreta apparenza con una piccola corte circondata da mura. Nella corte un grosso ed alto albero ed un sedile di marmo; nel muro, una porta che mette alla strada; sopra il muro, un terrazzo sostenuto da arcate. La porta del primo piano dà sul detto terrazzo, a cui si ascende per una scala di fronte. A destra della via è il muro altissimo del giardino e un fianco del palazzo di Ceprano. È notte. Entra Rigoletto chiuso nel suo mantello; Sparafucile lo segue, portando sotto il mantello una lunga spada.) RIGOLETTO (da sé) Quel vecchio maledivami! SPARAFUCILE Signor?... RIGOLETTO Va, non ho niente. SPARAFUCILE Né il chiesi: a voi presente un uom di spada sta. RIGOLETTO Un ladro? SPARAFUCILE Un uom che libera per poco da un rivale, e voi ne avete. |
Szene 2 Der Eingang in eine öde Sackgasse. (Links ein Haus von schlichtem Aussehen, mit einem Vorhof, von einer Mauer umgeben. Im Vorhof ist ein großer Baum, daneben eine Bank aus Marmor. Eine Tür in der Mauer öffnet sich zur Straße. Über der Mauer ist eine Terrasse von Arkaden gestützt. Vom zweiten Stockwerk öffnet sich eine Türe auf die Terrasse, die auch von einer Treppe vorn erreicht werden kann. Rechts von der Straße, eine noch höhere Mauer über die man eine Seite des Palastes des Grafen Ceprano sehen kann. Es ist Abend. Rigoletto, in einen Mantel gehüllt, tritt ein, gefolgt von Sparafucile, welcher einen Degen, unter seinem Umhang versteckt, trägt.) RIGOLETTO (beiseite) Der alte Mann verfluchte mich! SPARAFUCILE O Herr! RIGOLETTO Geh’! Kann nichts geben! SPARAFUCILE Ich bettle nicht! Ein Mann steht hier, Mit dem Degen wohl bekannt! RIGOLETTO Ein Räuber! SPARAFUCILE Ein Mann, der Nebenbuhler Für wenig läßt verschwinden; Auch du hast welche. |
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RIGOLETTO Quale? SPARAFUCILE La vostra donna è là. RIGOLETTO (da sé) Che sento! (a Sparafucile) E quanto spendere per un signor dovrei? SPARAFUCILE Prezzo maggior vorrei. RIGOLETTO Com’usasi pagar? SPARAFUCILE Una metà s’anticipa, il resto si dà poi. RIGOLETTO (da sé) Demonio! (a Sparafucile) E come puoi tanto securo oprar? SPARAFUCILE Soglio in cittade uccidere, oppure nel mio tetto. L’uomo di sera aspetto; una stoccata e muor. |
RIGOLETTO Wirklich? SPARAFUCILE Dein Liebchen wohnt hier im Haus. RIGOLETTO (beiseite) Was soll das heißen! (zu Sparafucile) Und wieviel müßte ich für einen Herrn wohl geben? SPARAFUCILE Mehr förder ich für sein Leben – RIGOLETTO Als man gewöhnlich gibt? SPARAFUCILE Die Hälfte voraus, der Rest folgt später nach. RIGOLETTO (beiseite) Du Satan. (zu Sparafucile) Und wie wird sicher Solch eine Tat verübt? SPARAFUCILE Bald auf einer freien Straße, Bald unter einem Dache, Nachts harr’ ich meines Mannes, Mit einem Stoße ist’s geschehen! |
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RIGOLETTO (da sé) Demonio! (a Sparafucile) E come in casa? SPARAFUCILE È facile. M’aiuta mia sorella. Per le vie danza...è bella... Chi voglio attira, e allor... RIGOLETTO Comprendo. SPARAFUCILE Senza strepito... RIGOLETTO Comprendo. SPARAFUCILE È questo il mio strumento. (Mostra la spada.) Vi serve? RIGOLETTO No...al momento. SPARAFUCILE Peggio per voi. RIGOLETTO Chi sa? |
RIGOLETTO Du Satan! (zu Sparafucile) Doch wie im Hause? SPARAFUCILE Leicht macht es sich Mit Hilfe meiner Schwester. Auf den Straßen tanzt sie, Ist reizend – sie lockt die Opfer und dann – RIGOLETTO Verstehe! SPARAFUCILE Ohne Lärmen... RIGOLETTO Verstehe! SPARAFUCILE Dies ist mein Instrument! (Er zeigt den Degen.) Ist’s gefällig? RIGOLETTO Nein, jetzt nicht! SPARAFUCILE Desto schlimmer für dich. RIGOLETTO Wer weiß. |
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SPARAFUCILE Sparafucil mi nomino. RIGOLETTO Straniero? SPARAFUCILE (per andarsene) Borgognone. RIGOLETTO E dove all’occasione? SPARAFUCILE Qui sempre a sera. RIGOLETTO Va. SPARAFUCILE Sparafucil, Sparafucil. (Sparafucile parte.) RIGOLETTO (guarda dietro a Sparafucile) Va, va, va, va. Pari siamo!...io la lingua, egli ha il pugnale. L’uomo son io che ride, ei quel che spegne! Quel vecchio maledivami... O uomini! o natura! Vil scellerato mi faceste voi! O rabbia! esser difforme, esser buffone! Non dover, non poter altro che ridere! Il retaggio d’ogni uom m’è tolto, il pianto. |
SPARAFUCILE Sparafucile, so nenn’ ich mich! RIGOLETTO Ein Fremder? SPARAFUCILE (sich entfernend) Aus Burgund. RIGOLETTO Und wo bist du zu finden? SPARAFUCILE Hier jeden Abend. RIGOLETTO Geh! SPARAFUCILE Sparafucile, Sparafucile. (Sparafucile geht.) RIGOLETTO (ihm nachschauend)) Geh! Geh! Geh! Geh! Gleich sind wir beide! Mir dient die Zunge, Ihm dient der Stahl. Ich bin der Mann des Scherzes, Er des blutigen Ernstes. – Der alte Mann Verfluchte mich! O Menschen, o Natur, Ihr habt mich beide zum Bösewicht gebildet! O schrecklich! so häßlich zu sein, Den Narren zu spielen! Ewig scherzhaft zu sein, ewig zu lachen! Mir versagt ist des Menschen Erbe, die Träne. |
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Questo padrone mio, giovin, giocondo, sì possente, bello, sonnecchiando mi dice: Fa ch’io rida, buffone! Forzarmi deggio e farlo! Oh dannazione! Odio a voi, cortigiani schernitori! Quanta in mordervi ho gioia! Se iniquo son, per cagion vostra è solo. Ma in altr’uomo qui mi cangio!... Quel vecchio maledivami!...Tal pensiero perché conturba ognor la mente mia? Mi coglierà sventura? Ah no, è follia! (Apre con chiave ed entra nel cortile. Gilda esce dalla casa e si getta nelle sue braccia.) Figlia! GILDA Mio padre! RIGOLETTO A te d’appresso trova sol gioia il core oppresso. GILDA Oh, quanto amore, padre mio! RIGOLETTO Mia vita sei! Senza te in terra qual bene avrei? Ah, figlia mia! |
Der Fürst, mein Gebieter, jung noch und mächtig Immer scherzhaft, heiter, Sagt mir oft, halb im Schlummer: Narr komm’ her, mach’ mich lachen! Und ich muß schnell gehorchen. Tod und Haß, euch Höflingen! Ihr mitleidlosen Spötter! Über euch der Hölle Plagen! Wenn ich gottlos bin, Ihr habt die Schuld zu tragen. Der alte Mann verfluchte mich! Der Gedanke, warum, wenn er mich floh, Kehrt er stets wieder? Sollt’ er mir Unheil bringen? O nein! Eitle Sorge! (Er öffnet mit einem Schlüssel leise die Hoftür; Gilda eilt die Trepe herab in seine Arme.) Tochter! GILDA Mein Vater! RIGOLETTO Wenn ich dich sehe, Wie fühl’ ich glücklich mich in deiner Nähe! GILDA O welche Liebe, mein Vater! RIGOLETTO Du bist mein Leben! Welch’ anderes Glück kann die Erde mir geben? O meine Tochter! |
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GILDA Voi sospirate! che v’ange tanto? Lo dite a questa povera figlia. Se v’ha mistero, per lei sia franto: ch’ella conosca la sua famiglia. RIGOLETTO Tu non ne hai. GILDA Qual nome avete? RIGOLETTO A te che importa? GILDA Se non volete di voi parlarmi... RIGOLETTO (interrompendola) Non uscir mai. GILDA Non vo che al tempio. RIGOLETTO Oh, ben tu fai. GILDA Se non di voi, almen chi sia fate ch’io sappia la madre mia. RIGOLETTO Deh, non parlare al misero del suo perduto bene. |
GILDA O du seufztest, was kann dich quälen? Der Tochter magst du’s entdecken! Wirst du denn ewig dich mir verhehlen? Und von den Unsern nie mir erzählen? RIGOLETTO Wir stehen allein. GILDA Wie ist dein Name? RIGOLETTO O laß mich schweigen! GILDA So willst du nie Mir Vertrauen zeigen? RIGOLETTO (sie unterbrechend) Du gehst nicht aus? GILDA Nur in die Kirche! RIGOLETTO So ist es gut! GILDA Willst du dich mir niemals nennen, So laß die Mutter mich endlich kennen. RIGOLETTO Ach! Sprich nie mit einem Armen Von dem verlorenen Glücke! |
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Ella sentia, quell’angelo, pietà delle mie pene. Solo, difforme, povero, per compassion mi amò. Morìa...le zolle coprano lievi quel capo amato. Sola or tu resti al misero... O Dio, sii ringraziato! GILDA (singhiozzando) Oh quanto dolor! che spremere sì amaro pianto può? Padre, non più, calmatevi... Mi lacera tal vista. RIGOLETTO Tu sola resti al misero, ecc. GILDA Il nome vostro ditemi, il duol che sì v’attrista. RIGOLETTO A che nomarmi? è inutile! Padre ti sono, e basti. Me forse al mondo temono, d’alcuno ho forse gli asti. Altri mi maledicono... GILDA Patria, parenti, amici voi dunque non avete? |
Sie, ach, sie fühlt’ Erbarmen Mit meinem Mißgeschicke. Häßlich, verlassen, elend, Rührt ich ihr sanftes Herz! Ach, sie ruht Nun im Grabe, Leicht sei die Erde ihr, Süß ihr der Todesschlummer! Du bleibst allein mir in meinem Kummer, Nimm, gütiger Gott, meinen Dank dafür! GILDA (schluchzend) Ach, welch bitterer Schmerz, Zerreißt, o Vater, dein armes Herz! Ich kann dein tiefes Leid nicht sehen, Es läßt mich selbst im Schmerz vergehen. RIGOLETTO Du bleibst allein mir in meinem Kummer, usw. GILDA O sag’ mir deinen Namen, Entdecke mir dein Leiden! RIGOLETTO Wozu mein Name, Was frommt er dir? Genug, ich bin dein Vater! Wenn manche mich beneiden, Mich fürchten oder hassen, So fluchen wieder andre mir! GILDA Heimat, Verwandte und Freunde, Sie hätten dich verlassen? |
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RIGOLETTO Patria! parenti! amici! Culto, famiglia, la patria, il mio universo è in te! GILDA Ah, se può lieto rendervi, gioia è la vita a me! RIGOLETTO Culto, famiglia, ecc. GILDA Già da tre lune son qui venuta né la cittade ho ancor veduta; se il concedete, farlo or potrei... RIGOLETTO Mai! mai! Uscita, dimmi, unqua sei? GILDA No. RIGOLETTO Guai! GILDA (da sé) Ah! Che dissi! RIGOLETTO Ben te ne guarda! (da sé) Potrien seguirla, rapirla ancora! Qui d’un buffone si disonora la figlia e se ne ride...Orror! |
RIGOLETTO Heimat, Verwandte und Freunde, Mein Glaube, meine Verwandten, meine Heimat, Ach, alles hab’ ich nur in dir. GILDA O kann dich das beglücken, Welche Wonne schafft es mir. RIGOLETTO Mein Glaube, meine Verwandten, usw. GILDA Schon seit drei Monden, die nun verflossen, Bin ich im Hause hier eingeschlossen. Gern möcht’ ich einmal die Stadt besehen. RIGOLETTO Nein, nie! Du wagtest doch nicht auszugehen? GILDA Nein! RIGOLETTO Weh! GILDA (beiseite) Ach, was sagt’ ich? RIGOLETTO Du magst dich hüten. (beiseite) (Leicht wär’ es ihnen, ihr nachzuspüren, Des Narren Tochter zu entführen. Welch’ köstlicher Scherz für die Buben!) |
| libretto by Francesco Maria Piave |
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